quella netta sensazione

Il viaggio dell’anima e quella “netta sensazione”

Ho deciso di scrivere questo articolo perché proprio in questi giorni molte persone che incontro, mi dicono che loro hanno la “netta sensazione di”. Se anche a te è capitato almeno una volta leggi la storia del mito di Er

Netta sensazione di aver già conosciuto, di aver già sentito, di aver già vissuto delle situazioni, degli incontri ma di non sapere il perché: “È solo una sensazione, in realtà non saprei dire”.

Spesso questa è la prima risposta che ricevo, la più superficiale.

La storia del guerriero Er

Già Platone, pur avendo ampiamente dimostrato che l’anima è eterna si servirà  di un mito: il mito di Er.  Un guerriero morto in battaglia il cui corpo ormai privo di vita viene raccolto per esser portato sul rogo ma che, proprio prima di esser arso si risveglia e racconta ciò che ha visto nell’aldilà, per parlare del viaggio eterno dell’anima e del fiume Lete: il fiume dell’oblio.

Simbolicamente l’acqua del fiume Lete può esser riportata all’acqua in cui siamo immersi prima della nascita: il liquido amniotico, il liquido dell’oblio.

Quando la nostra anima torna sulla terra e decide di reincarnarsi rivive spesso questa esperienza insieme ad altre anime con cui ha già conosciute e con cui ha dei sospesi, o dei patti animici

Nella nostra vita spesso le persone attorno a noi sono persone con cui abbiamo già vissuto e con cui dobbiamo risolvere delle situazioni o anime con cui vogliamo portare avanti dei progetti. La sensazione di essersi già conosciuti alle volte è forte ma non sempre piacevole.

Pensiamo ad un padre che in una vita precedente può esser stato un nostro carnefice, o ad una madre alla quale magari abbiamo fatto del male, come potremo convivere se fossimo consci di questi accadimenti? Però, spesso, anche se non siamo coscienti di cosa sia successo, abbiamo delle emozioni, sensazioni conflittuali, sensi di colpa, paure e rancori che magari non sappiamo comprendere, di cui nonostante tutto non comprendiamo l’origine.

Sensazioni di disagio che qui non trovano una giustificazione reale, però in noi portano condizionamenti.

Non sappiamo perché ma quella persona, per quanto cara, spesso ci porta a ”perdere le staffe” eppure non vorremmo, eppure non è successo nulla di così grave. I condizionamenti interni, sono in qualche modo un patrimonio con cui già nasciamo. Sono memorie non elaborate con le quali ci rapportiamo e che spesso a causa dell’educazione non riconosciamo.

Se osserviamo i bambini nei primi anni di vita questo ci può aiutare a capire

Se li osserviamo prima che vengano modellati secondo stili educativi irrispettosi della loro vera natura troveremo molte risposte. Osservando i loro giochi, le loro predisposizioni, i loro gusti alimentari possiamo comprendere molto.

Se oggi queste memorie diventano difficoltà, sappi che sono arrivate nella tua vita, nella vita di tutti, per essere risolte. I nodi, i blocchi ci servono per affrontarli ed andare avanti.

Le memorie sono dentro noi e se qualche memoria in questo momento sta condizionando la tua vita in maniera non positiva, sappi che, attraverso l’ipnosi regressiva, puoi andare alla sua origine, comprenderla e comprendere il suo insegnamento, integrarlo nella tua vita sciogliendo definitivamente questo circolo vizioso.

Con affetto,

Tiziana

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